SANTA MARIA DI QUARTA

Il nome di questa località ci riporta alla distanza da Padova: quattro miglia romane, circa 7 Km attuali. Gli scavi archeologici eseguiti in questo secolo hanno confermato che sul sito di un antico insediamento di età romana imperiale (I-II sec. d.C.), in seguito abbandonato, in età carolingia (VIII-IX sec.) fu costruita una vasta corte altomedievale. Dipendeva dal monastero di Santa Giulia di Brescia ed aveva al suo interno un “oraculo” dedicato a Santa Maria, come prova un contratto del 17 novembre 878. Tre secoli più tardi sorse una nuova chiesa con addossato un piccolo priorato (convento) di monaci bianchi (albi), che qui rimase fino ai primi decenni del XIV secolo, protetto dalla famiglia dei Da Selvazzano.. Con l’abbandono di chiesa e convento, i beni patrimoniali passarono al monastero padovano di San Giacomo di Pontecorvo e dopo il 1509 a quello di San Giorgio in Padova. L’assenza dei religiosi e dei riti sacri generò la lenta dissoluzione di fabbricati e chiesa, di cui rimane oggi solo l’isolato troncone absidale del tardo XII secolo, ancora visibile tra il terreno coltivato di via Vignale.    

Area archeologica in via Vignale con gli antichi resti di un’antica chiesa, la Chiesa di Santa Maria di Quarta, risalente al IX secolo. Questa sorge nel territorio dell’antica corte di Quarto, ad oggi noto come Selvazzano Fuori.

Quello che rimane dell’antica Chiesa di Santa Maria di Quarta (IX secolo) è una porzione di abside, delle murature solitarie nell’area archeologica a Selvazzano. La Chiesa era posizionata all’interno del vasto territorio della corte di Quarto, quello che oggi è conosciuto come Selvazzano Fuori, nell’area alla sinistra del fiume Bacchiglione.

Il degrado dell’area cominciò nel XIV secolo, quando guerre, scorrerie, epidemie ed alluvioni colpirono duramente la zona, causandone il completo abbandono e il declino dell’edificio religioso. Questo conobbe una nuova vita quando nel 1513 venne accorpato, insieme alle proprietà fondiarie della zona, al monastero femminile di San Giorgio di Padova. Le monache riuscirono a mantenere la gestione di fondi agricoli e contribuirono alla creazione di una comunità civile nell’area, che diede vita al comune rurale Quarta. Questo venne però abolito nel 1810 a causa del riordino amministrativo e territoriale che venne imposto alle province venete all’epoca.

Ora è possibile visitare l’area archeologica e le rovine della Chiesa che è stata nei secoli passati il fulcro della vita e delle attività della zona.

Dove si trova

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